punto
lunedì, dicembre 29, 2003
Ryszard Kapuscinski è un giornalista e scrittore polacco che ha fatto del viaggiare una ragione di vita, più che di lavoro, scegliendo come mete paesi lacerati da faide e guerre e descrivendo le conseguenze di queste ultime non solo a livello politico, ma anche e soprattutto nell'ottica di chi ne è vittima. E tutto ciò con uno spirito di osservazione, una sensibilità ed una capacità di sintesi tali da rendere la lettura una vera e propria esperienza "di viaggio", oltre che un invito alla riflessione sulle dinamiche del potere e, ancora prima, sulla natura umana.
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sabato, dicembre 20, 2003
Un articolo di Robert Novak del 14 luglio, Mission to Niger è rimasto nascosto sotto la cenere per oltre due mesi prima di avvampare delle fiamme delle teorie cospiratorie. Come mai ci è voluto così tanto prima che qualcuno notasse che era stato rivelato il nome di un agente della CIA? Il Washington Post ricostruisce una cronologia che riconduce all'inchiesta del dipartimento della giustizia.
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Poteri straordinari portano a situazioni straordinarie...
Boston.com / Ultime Notizie / Interni / L'uso delle leggi antiterrorismo contro i comuni criminali è in continuo incremento
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Il New Scientist pubblica un articolo sulle più recenti notifiche di bug da parte di Microsoft. L’ultima serie di worm è stata generata dalla pubblica ammissione di punti deboli, proprio come in questo caso. A quanto ne so, la Suite Office XP non si avvale delle stesse caratteristiche di auto-aggiornamento proprie di Windows XP. Pertanto, come suggerito dall’articolo, l’adozione delle patch da parte degli utenti di Office potrebbe essere molto più lenta.
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venerdì, dicembre 12, 2003
Forse avrei dovuto leggere il discorso prima di bloggare l’articolo al riguardo. Mi sembra proprio che Kerry stia colpendo nel segno: Text: Kerry Announces Presidential Bid (washingtonpost.com): “Oggi non sono solo le armi a rappresentare una minaccia, ma anche il petrolio. Troppo facilmente i dollari che spendiamo dal distributore finiscono per finanziare i terroristi che mirano a distruggerci. L’America sarà più forte se non dovremo più mandare le nostre figlie e i nostri figli a combattere per il petrolio all’altro capo del mondo. Dobbiamo annullare questo rischio rendendo l’America indipendente delle risorse petrolifere mediorientali entro i prossimi dieci anni. So che l’industria dell’automobile ha molto potere politico, ma siamo in tempo di guerra, e tutti debbono contribuire alla causa.
Durante la Seconda Guerra Mondiale, Detroit fu l’arsenale della democrazia. Oggi, è necessario che riducano il consumo dei veicoli e che costruiscano le auto del futuro, auto che usino fonti pulite e rinnovabili come l’etanolo; è necessario che aiutino l’America a raggiungere l’indipendenza energetica."
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Con l’inizio dell’indagine sul blackout da parte del Congresso, sto ancora aspettando che i democratici approfittino di questa opportunità politica che si trovano di fronte. E’ l’energia il tasto da battere.
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martedì, dicembre 09, 2003
Reuters ha pubblicato un commento sul discorso inaugurale della campagna elettorale di Kerry. Da qualche tempo, i candidati democratici si stanno guardando intorno, alla ricerca di una tematica chiave. Nell’ultimo anno ho sperato che questa sia l'energia. Perché l’energia? Perché è un tema che collega i tre elementi che non dovrebbero mancare nel programma di un candidato alla presidenza:
1. Paura. Gli americani sono spaventati (e probabilmente non a torto) dalla propria dipendenza dalle risorse petrolifere mediorientali. Ritengo che gli elettori siano giunti al punto di rottura a causa di tale dipendenza dalla produzione petrolifera del Medio Oriente.
2. La possibilità di mettere in cattiva luce il proprio avversario. Bush è figlio dei petroldollari. Cheney è figlio dei petroldollari. Haliburton ottiene un nuovo contratto in Iraq praticamente ogni settimana.
3. Lungimiranza. Kennedy ci ha portati sulla luna. Eravamo in competizione con i russi e abbiamo vinto. Ora vogliamo un modo innovativo per diventare indipendenti dalla regione più instabile del mondo.
Ma forse la campagna di Kerry è anni luce più avanti di me. Nell’articolo citato, Kerry sfiora il problema: “Kerry ha affermato che sarebbe in grado di rendere gli Stati Uniti indipendenti dal petrolio del Medio Oriente entro i prossimi dieci anni." Penso che un candidato potrebbe sottolineare con forza il fatto che gli Stati Uniti abbiano la necessità di liberarsi dalla dipendenza dal petrolio mediorientale, e che l’unico modo certo per farlo sia l’inventiva. Una volta che questo messaggio sarà stato recepito, il secondo punto sarà: l'attuale presidente non è in grado di renderci indipendenti dal petrolio mediorientale. E’ troppo legato all’industria. Bush non ha la lungimiranza necessaria per spingere il nostro paese ai propri limiti creativi. Bisogna rendere la complessità di Kerry, il suo atteggiamento avventuroso doti necessarie. Bisogna dire alla gente che il più grande problema del nostro paese è tale da richiedere una persona dotata di intelletto e coraggio.
Chissà se funzionerebbe. Da parte mia, vorrei che almeno un candidato tentasse, soprattutto perché ritengo che la questione energetica sia basilare per la sicurezza interna, la politica estera e, in misura minore, l’economia.
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martedì, dicembre 02, 2003
L'inglese è ormai affermato come lingua franca nel mondo, tanto che la maggior parte delle persone, ad una precisa domanda sulla loro conoscenza dell'idioma anglosassone, risponderanno "L'inglese lo so!" (salvo poi prodursi in una sequenza di suoni incomprensibili quando si trovino ad usarlo). In molti paesi, inclusa l'Italia, c'è crescente preoccupazione in merito alla possibilità di perdere la ricchezza della lingua madre, a causa dell'invasione degli internet café, dei treni intercity, di ministeri come il welfare. Per come la vedo io, la possibilità che l'italiano venga rimpiazzato dall'inglese è ancora piuttosto remota (per quanto forse dovrei iniziare a preoccuparmene, visto che questo farebbe di me un disoccupato), e, in ogni caso, c'è chi sta peggio di noi. Il programma olandese DOBES si occupa di lingue a rischio di estinzione, ne spiega la storia e dà la possibilità di ascoltare il suono di alcune di esse. Almeno, se e quando la nostra lingua sarà sull'orlo dell'oblio, sapremo a chi rivolgerci...
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lunedì, dicembre 01, 2003
Sono ormai due anni che mio fratello ed io partecipiamo a gare di triathlon, e quest'anno finiamo col botto. Il Lobsterman Triathlon è nato due anni fa (parentesi: fra gli obiettivi della mia vita c'è la partecipazione a cinquanta Lobsterman consecutivi, e sarebbe una gran figata, visto che ho partecipato al primo). Mio fratello ed io non facciamo triathlon per fama o soldi. Il punto è la longevità. L'anno prossimo speriamo di migliorare la nostra preparazione, scendendo sotto le due ore e trenta in una gara di lunghezza ufficiale (e il Lobsterman lo è). L'anno scorso ho concluso il Lobsterman in tre ore e trenta (pessimo) ed ero felice di essere sopravvissuto. Quest'anno spero di scendere sotto le tre ore, che è il tempo che ho fatto al Fairlee Triathlon, una gara simile. Ora come ora, arrivare in tre ore senza grossi dolori (ho avuto crampi tremendi durante il mio primo Lobsterman) sarebbe grandioso.
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venerdì, novembre 28, 2003
